Dappertutto, dove c’è un albero, anche nei giardinetti pubblici di Chelsea, puoi ammirare queste deliziose creature dagli occhietti vispissimi e lucenti.

 

Il tempo, per oggi, si mantiene soleggiato anche se piuttosto freddino.

Ci sediamo sotto una specie di berceau.

Di fronte a noi una bella signora anziana osserva i nipoti che giocano su alcuni sassi messi lì di fronte ad uno dei laghetti. Dopo un po’ arrivano anche i genitori dei fanciulli e tutti insieme si allontanano verso l’uscita.

Noi decidiamo di visitare il museo di storia  naturale “ Frederik Fineas” che si affaccia più a nord, su Central Park. Proprio qui hanno girato il film “Una notte al museo”. Ecco un altro luogo dove mi sarebbe piaciuto spendere la mia vita di lavoro. Collaborare a creare questi splendidi sfondi e scenografie per tutti gli animali della terra qui riprodotti. Magnifici i bisonti ed i cervi, gli elefanti, le giraffe.

 

All’interno del museo c’è una sezione di astronomia con un magnifico planetario: è stata un’emozione assistere ad un filmato che riproduce il big-bang in un anfiteatro la cui cupola rappresenta la volta celeste in cui qualche milione di anno fa s’è venuta a formare la nostra terra. Spettacolari i colori e soprattutto i suoni.

Altra sezione del museo particolarmente affascinante è quella dedicata ai megadinosauri ritrovati in America del Nord ed in Patagonia. Inoltre, splendide, le sale dedicate ai popoli della terra, veri spaccati delle diverse culture del mondo.

 

Un intero piano dedicato ai mari, agli oceani, con una balena lunga più di trenta metri.

Facciamo uno spuntino al selfservice del museo, molto ben organizzato. Ci sono alcune scolaresche di bambini etnicamente molto assortite, con insegnanti belli colorati e molto attenti. Ecco ciò che s’intende per unione dei popoli, essere come dei bambini che giocano e mangiano insieme e non si preoccupano d’altro. Loro sono uguali in tutti i musei del mondo.

L’essere bambino è lo stato migliore dell’essere umano, ma quei maledetti che sparano a Gaza in questi giorni proprio sui bambini, non la pensano così. Divenire adulti comporta molto adattamento all’ambiente ed alle persone, si cambia e non sempre in meglio.

Pare però che la scuola americana sia molto classista e questo non mi piace. Anche in Europa, per certi aspetti, stiamo andando verso il  modello americano. La scuola pubblica in Italia, ultimamente  è stata molto bistrattata. Pochi finanziamenti, insegnanti stanchi e delusi. Del resto, il mondo fuori sta facendo passi giganteschi, mentre la scuola è come quel dinosauro che abbiamo visto prima. Penso a Mario Lodi che aveva un’idea di scuola pratica e sperimentale, penso alla sua passione per l’Arte, a quanto si è dato da fare per trasmetterla ai bambini che ha incontrato nella sua vita. C’è speranza se questo accade al Vho… già, ma la speranza se la sono mangiata i vari ministri che tutte le volte stravolgono il lavoro fatto dal ministro precedente. Addio caro Mario, quando verrò a Drizzona passerò a portarti un cesto di primule come quello che ti feci recapitare pensando fosse il tuo novantesimo anno, invece ne compivi solo ottantanove, il diciassette febbraio, come nostra figlia Marta.

 

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