Oggi, mercoledì, il programma è Metropolitan Museum, il Met.

 

Diciamo che si potrebbe venire a New York solo per visitare questo immenso museo.

Un pomeriggio è davvero una briciola di tempo se rapportato alla quantità di materiale custodito in quasi trecento sale su una superficie di centottantamila metri quadrati

Il Met è stato concepito a Parigi dove, si sa, l’aria è più fine, ispirata ed ispirante:

alcuni ricchi americani decidono la sua nascita proprio al centro di Manhattan da cui si sposterà per l’East Side dove si trova tuttora. La facciata neoclassica offre una bella scalinata alla moltitudine che vorrebbe sedersi qui dopo la visita, ma che viene fatta smammare dai custodi che non amano le soste fuori programma e fuori biglietto. Sulla strada, una carrellata di venditori ambulanti, scommetto, la maggior parte italo americani, che vendono pizze e generi vari.

Qui è come al Louvre, tranne i borseggiatori… fuori e dentro il museo parigino ce n’erano di tutte le razze…

C’è da camminare e così facciamo, cercando di visitare tutto, ma dovremmo assolutamente tornarci, del resto come al Louvre. Io trovo finalmente il dipinto di Pollock in cui annullarmi ed ho indossato espressamente un pullover “astratto” i cui colori s’immedesimano benissimo nel dipinto. Per un attimo, mi tuffo in Pollock e vorrei non uscirne più, ma in maggio devo realizzare nella mia Opificina il “progetto Pollock” con alcune classi della scuola dell’infanzia e primaria: penso già a quanto si divertiranno i bambini quando utilizzeremo l’action painting per creare delle grandi meravigliose tele!

Percorriamo splendide sale dedicate alla Cina, porcellane infinitamente delicate, bellissime. E poi l’Africa e moltissime opere dell’Antico Egitto, così tante non ne abbiamo mai viste e sono sempre nuove e sorprendenti.

 

Ci soffermiamo in particolare nelle sale dedicate alla Scuola italiana, tutti i Fiorentini, quelli di lusso, Duccio, Giotto, il Ghirlandaio, Lippi e poi i veneti  Tiziano, Carpaccio, Canaletto, Tiepolo e Caravaggio, il bergamasco romano napoletano maltese… quello nato il ventinove settembre, il Merisi, il Michelangelo detto il Caravaggio… che teppa… Fra i Fiamminghi, ecco “I mietitori” di Bruegel il Vecchio e tra i Francesi, La Tour con una meravigliosa ”Maddalena”.

 

Naturalmente l’arte più vicina a noi è quella che ci attira maggiormente: ancora Vincent  con un bel campo di grano e cipressi e ancora Rodin, il rosicchiatore, poi gli impressionisti e l’immancabile Picasso con una nuova giovane modella “cubista” e il malinconico, bellissimo Modigliani e l’originale filiforme Giacometti…

Incredibilmente emozionante osservare dal vero opere che ho sempre visto solo sui libri. Bello, bello, bello, addio, io sto qui.

Ma dove vuoi restare, non senti il richiamo della ferramenta, delle viti, dei bulloni, del filo di ferro, della rete, sai benissimo che se vuoi fare la pseudartista  non hai che da lavorare nel tuo negozio, che altre fonti di reddito, per il momento, non se ne vedono.

O ti sei forse tenuta nascosta una vincita in Borsa o all’Enalotto, furbacchiona…

 

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