Riprendo in mano Conrad: “La Nellie, una iolla da crociera, girò sull’ancora senza il minimo fluttuare delle vele e si fermò. La marea si era alzata, il vento era quasi calmo e, poiché dovevamo discendere il fiume, non ci restava che fermarci all’ancora e attendere il reflusso.  L’ultimo tratto del Tamigi, si stendeva davanti a noi come il principio di un interminabile corso d’acqua. Parigi-Senna… Londra-Tamigi… NewYork-Hudson… Zogno- Brembo… ahahaha…

 

La mia fantasia corre, mi piacerebbe studiare le storie dei fiumi e conoscere le avventure di gente che li ha navigati. I fiumi, come gli alberi, assistono alla Storia dell’umanità e quante parole hanno ascoltato, e quante vite hanno inghiottito. Sì, come il mare, dai, falla corta. No, il mare tocca, il fiume attraversa, è diverso, molto diverso, un fiume ha una sorgente ed una foce, il fiume è…

 

Siamo in piedi presto, si fa per dire, la differenza di fuso orario si fa sentire, qui sono le sette, in Italia sono le tredici! Ci prepariamo in fretta e sgattaioliamo fuori fra il russare del bresciano ed il non saprei dell’Infradito.

Aria, aria.

Eccoci da Starbucks, catena di “colazionisti standard”, distributori globalizzati di caffè e cappuccini dove ogni mattina faremo colazione. C’è da dire che il prodotto non è male e c’è sempre molta gente; difficilmente trovi un posto a sedere subito, aspetti che se ne vada qualcuno che ha fretta per lasciare il posto a noi turisti che di fretta non ne abbiamo.

Ma guarda quello cos’ ha messo nel bicchierotto… caffè latte e ghiaccio…

E se ne esce con la sua bella cannuccia… Quando poi ci sediamo, è Giò che fa le ordinazioni perché lui con l’americano se la cava bene, nonostante i ragazzi che servono al bar siano abbastanza incomprensibili nella loro parlata contratta. Con tutto il ripassare inglese che ho fatto in questi ultimi tempi, colgo solo alcuni vocaboli, oh my god, che disastro. Comunque è un luogo perfetto per dedicarsi al People Watching e questo internazionalismo che c’è a New York mi piace moltissimo. Federico ha già detto che ci tornerà da solo. Lui si destreggia benissimo, bello sciolto anche in metropolitana, sa sempre a quale fermata e come arrivarci, up o down, rossa verde gialla marrone viola, A B C D Z  oppure E. Wow!

Fu Massimo Vinelli, designer italiano, che nel 1972 progettò e realizzò l’attuale grafica della metropolitana newyorchese. Per me è comunque una gran fatica e non riesco a nascondere la mia apprensione, dipende dal mio cervello neoclassico… La metro avrebbe bisogno di una bella ristrutturata, a parte alcune zone del centro, è piuttosto malandata e vecchiotta; danno un mese di abbonamento gratis a chi fotografa il ratto più schifoso, ma noi restiamo solo una settimana… ahahaha, i treni comunque sono velocissimi  e funzionano ventiquattro ore al giorno per sette giorni la settimana, collegando quattro dei cinque sobborghi della metropoli e cioè il Bronx, i Queens, Staten Island,  Manhattan e Brooklyn e alla faccia del sobborgo, se quest’ultimo si staccasse dalla  city, sarebbe la quarta città più popolata degli Stati Uniti!

 

http://www.nunziabusi.it