Dormiremo nel Bronx la domenica sera, il lunedì ed il martedì. Il mercoledì mattina sloggeremo.

 

Il martedì mattina scendiamo in ascensore con l’Infradito che oggi è tutto vestito di nero e con la ventiquattrore. Gli chiedo se va la lavoro…”sì, sì, al lavoro… always at work…” è l’ultima volta che lo incontriamo.

Abbiamo scattato un po’ di foto all’appartamento con il cellulare per inviarle all’agenzia. Guarda che non sono schizzinosa, penso solo che anche in povertà bisogna mantenere la dignità.

E l’Infradito è semplicemente un vero cafone cingalese, pakistano, o che ne so.

E non è buddista, né induista e alla fine non è nemmeno un poveraccio, semplicemente è un disonesto come suo fratello gemello che si spaccia su internet come fashion designer!

I disonesti non hanno razza ed io, questo tipo d’essere umano proprio non lo sopporto.

 

Come faccio sempre quando mi trovo in un’ abitazione che non mi piace, mi diverto a trasformarmi in architetto d’interni  ed anche questo infimo luogo si presta davvero ad un bel ribaltone: allora, partiamo dalla cucina che dipingerei assolutamente di bianco avorio con pavimento verde mela in tonalità con le piastrelle del rivestimento, sempre ceramica molto lucida e luminosa.

Il lavandino sotto la piccola finestra che guarda il fiume e tutt’intorno i mobili laccati avorio con tavolo a pensilina in metallo e due sgabelli sempre in metallo. Due punti luce, uno sul tavolo ed uno presso il lavello. Il soggiorno avrà un pavimento laccato lucido arancio con mobili sempre sulle tonalità dell’avorio, verde, arancio; un paio di divani che possono diventare letti, di due colori complementari, tipo giallo e violetto, TV appesa alla parete e sull’angolo la zona computer con libreria che fa tutto il giro anche intorno ai divani, fungendo all’occasione da mensola per delle lampade notturne. Un tavolo con ruote che si alza e si abbassa e si può spostare qua e là. Prima del soggiorno, nel piccolo ingresso, l’armadio a muro, ora zeppo di puzzolenti scarpe ammucchiate, sarà adibito ad attaccapanni ed un grande specchio di fronte allargherà lo spazio;  nel complesso qui, almeno quattro punti luce.

Il bagno: il bagno, di due metri per uno e cinquanta, bianco e nero, pavimento bianchissimo e rivestimento a mosaico bianco e nero.  Porcellana bianchissima con doccia vasca dai vetri trasparenti e con i rubinetti dall’altra parte che mentre fai la doccia, dai una sbirciatina fuori dalla finestra.

Dietro alla porta un bello specchio che riflette la luce che entra dalla piccola apertura sul fiume.

E veniamo alle camere da letto. Cominciamo da quella abitata dall’Infradito: toni sull’azzurro-verde acqua, letto a castello, scrivania metallica, zona computer,  impianto hifi sotto la finestra.

Ci siamo, ci siamo, la nostra stanza! Letto matrimoniale dov’è ora la cuccia di Fede… lascio il parquet? No, anche qui pavimento lucido, moderno, vari punti luce con possibilità di regolazione dell’intensità, impianto hifi, un bel tappeto colorato che tiene quasi tutta la stanza, due poltroncine presso la piccola finestra e tavolinetto.

In tutto l’appartamento, condizionatori e riscaldamento autonomi, pare che a New York le estati siano torride e gli inverni gelidi. Per finire, qua e là, bei pannelli d’arte contemporanea alle pareti. I miei.

Ecco, stronzo, ora sì che puoi far spendere ai tuoi ospiti centoquindici dollari al giorno. Amen.

Dai, sdrammatizziamo un po’…

 

 

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