Sette racconti / anni 2020-2021

 

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Facebook, ogni volta, le chiede cosa sta pensando e sempre le viene istintivo rispondere…e provare a pensare ai fatti tuoi!?!  A ben sfogliare, di tutto quello che scorre su questa global-vetrina, salverebbe ben poco, ma ha deciso di partecipare allo spettacolo ed è inutile darla contro a Mark Zuckerberg, ora proprietario anche di Whatsapp e Instagram, il ragazzo ha avuto un colpo di genio, storie non ce ne sono, o meglio ce ne sono tante di storie, troppe, infinite storie da ogni parte del mondo e tutte quante prese nel Web, nella rete.

Quindi anche lei lancia messaggi nell’etere, eterei messaggi attraverso i social network che in questi tempi da niente baci e niente abbracci, alla fine, sono piacevoli; che le persone possano incontrarsi almeno virtualmente, scambiare messaggi, farsi gli auguri, applaudire un bel dipinto, leggere una poesia, ammirare una bella immagine, oppure mettere il pollice verso su un post che proprio non ci sta, in fin dei conti è quasi necessario per la sopravvivenza di noi umani, esseri decisamente sociali. Le sembra però di vivere in uno spettacolo di Pupi dove a tirare le fila delle azioni c’è un Puparo dietro le quinte e chissà se era già previsto che anche questo virus facesse parte del copione: Re Covid 19 costringe la gente a comportarsi tutta nel medesimo modo, ma le persone sono diverse una dall’altra ed ognuno vive questo periodo a modo suo, dipende da fattori economici, ambientali, sociali; non è che Re Covid 19 sia un democratico, obbliga chi ci governa a promulgare leggi per contrastare la sua diffusione trattandoci come un mazzo di carte, bara visibilmente, le briscole vanno sempre alle stesse persone , il Re è Nudo mentre avremmo preferito fosse nuda la Regina,  ci confonde, ci manda in paranoia, ci pokerizza, ci rende più poveri. Questa storia delle zone colorate, rosso che sfuma nell’arancione, l’arancione nel giallo, lei ci prova a capire, ma non capisce: biblioteche chiuse, sexy shop aperti, ferramenta aperte, casalinghi chiusi, giocattoli aperti, parrucchieri aperti, estetisti chiusi, calzature per adulti chiusi e per i bambini aperte, abbigliamento uguale, adulti off, bambini on. Lei si domanda se davvero i direttori di scena conoscano il substrato commerciale dei nostri paesi dove spesso i negozi vendono articoli misti, per sopravvivere, per resistere ad Amazon ed alla grossa distribuzione, molto dura sarebbe, in certe zone d’Italia, gestire un negozio per una sola tipologia di articolo. E quella pensata idei Covid Hotel, contemporanei lazzaretti? Mah. Rilegge Saramago, i romanzi Cecità e La Caverna. Le persone, lei crede, devono essere curate nelle proprie case perché la salute mentale va tutelata; in Germania il medico di famiglia assiste i suoi pazienti Covid a domicilio munito di tutta l’attrezzatura necessaria compresa la possibilità di fare una radiografia al letto del paziente, inviando in tempo reale l’immagine in ospedale, gliel’ha confermato un amico. A lei sembrerebbe tutto così semplice, volere e fare il bene di tutti, seguire il buon senso…mah… le differenze sociali andranno via via facendosi più marcate, i grandi del Web, Mark Zuckerberg e Jeff Besoz, Facebook ed Amazon, cresceranno a dismisura mentre noi popolo sostituiremo le odierne religioni con il Dio Ragno…perché l’Uomo Ragno l’hanno ucciso, ma il Dio del Web è vivente e presente nell’immaginario di tutti e non ci sarà Mala o Pubblicità che tenga per eliminarlo, lei ne è convinta, ci stiamo modificando, le nostre dita non più a girare le pagine di un libro, ma a schiacciare i tasti del cellulare, i nostri occhi non più concentrati sul pezzo, ma pupille sfavillanti a guardare miliardi di immagini. Quando si sarà reincarnata Eucalipto, sempre che il Puparo sia d’accordo, potrà osservare, fra cento anni, dall’alto dei suoi rami ondeggianti nel vento in riva al mare, dove l’Umanità sarà approdata in seguito a queste rivoluzioni virus virtuali che si susseguiranno.

Che il vero Puparo degli umani sia un Super virus?