3)
Quarto Oggiaro, noto quartiere di Milano, un condominio di settanta appartamenti.
Al quarto piano ecco i due coniugi sposati da dieci anni che stanno litigando per cosa guardare alla tv. Sono le ventidue.
L’appartamento si compone di una cucina piuttosto piccola, un soggiorno appena più grande, due stanze da letto, la padronale e quella dei tre figli nove otto e sei anni ora rintanati in circa dieci metri quadrati perché il padre in una delle sue sfuriate li ha obbligati a … ritirarsi nella loro stanza. Quest’altro giorno di confinamento è stato meglio perché almeno non c’era da fare la didattica a distanza, visto che è il primo giorno delle vacanze di Pasqua, didattica su un unico telefono, quello del padre che serve spesso a lui in quanto la sua amante che non lo vede da venti giorni, lo importuna almeno venti volte al dì.
L’appartamento non ha balconi.
Ieri la madre è uscita a fare la spesa con il figlio di mezzo, naturalmente con mascherina entrambi. È stata fermata da un poliziotto che le ha chiesto l’autorizzazione ad uscire su cui lei aveva scritto appunto spesa. Il figlio l’ho portato con me perché autistico e purtroppo è vero, ha dei problemi a stare sempre rinchiuso, so che non avrei dovuto ma cerchi d’essere comprensivo. Il poliziotto è comprensivo e si offre anche di portarle la spesa fino in casa dato che nel condominio non c’è ascensore. Dopo un’oretta eccoli di ritorno. Il poliziotto prende le borse. Salgono fino al quarto piano. Il padre li sente arrivare. Apre la porta. Avanti. Il poliziotto appoggia le borse. Arrivederci dice. Buongiorno e grazie. La porta si chiude.
Il padre chiede ma come non ce la facevi da sola? No, mi ha fatto comodo. Il padre la strattona, non uscirai a fare la smorfiosa con i poliziotti le urla in viso.
La madre tace e si appresta a sistemare la spesa.
Il figlio va in camera con i fratelli, si mette sotto le coperte e fissa il soffitto, immobile.