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Ve lo giuro, non mento,
un birillo fra i birilli
nel mio tempo mi sento.
Quando voi potenti
con stecche d’acciaio
giocate col mondo
come fosse una palla,
noi siamo birilli
al centro del biliardo:
la vostra palla rimbalzando
sulle sponde come confini
carambola in buca
la palla avversaria
spaccando il pallino
come fosse un bambino.
Ma del trastullare vostro
con le vostre palle
anatomiche e atomiche
noi birilli ci vergogniamo,
esser giochi di bimbi
soltanto vorremmo
sulle spiagge in estate!
Voi non vi siete commossi
davanti a Guernica di Pablo,
non avete pianto ascoltando
l’uomo Giuseppe,
a cosa è servito
esser pittore o poeta,
a che serve oggi, esserlo,
se di tutti noi
volete fare strike,
con ipocrisia offrendo
fiori al Milite Ignoto.