Ripensando al Natale 2000 ci rendiamo conto d’aver instaurato un legame fortissimo con questo paese così diverso dall’Italia, ma così simile per la gente che lo abita. Noi non siamo andati da turisti. Il nostro è stato un viaggio dell’incontro, per far conoscere i nostri figli ai figli dei nostri cugini, per mantenere e rafforzare un contatto, un modo per fissare nella memoria i racconti dei miei zii e di altri emigrati, per non dimenticare, per convincerci ancora di più della ricchezza umana che popola la terra. E’ stato un viaggio di valori umani che spero abbiano germogliato nel cuoricino dei miei figli e vorrei che coltivassero questa piantina con cura speciale.
Un Natale molto particolare, al grande caldo, non davanti al camino, ma ai bordi di una piscina. La Gina mi dice che da quando è qui, le festività natalizie non sono più quelle. La neve, la neve, le manca tanto la neve. E’ il diciannove dicembre quando arriviamo a Buenos Aires, ci sono trentasette gradi. Telefoniamo a casa “tutto bene”, mia mamma mi dice che sta nevicando e le montagne sono tutte imbiancate. Lo dico alla Gina che, seduta sulla solita poltrona, sembra guardare fuori dalla finestra. In realtà osservo il suo sguardo che si perde dentro la memoria, in un tempo ormai lontanissimo, ecco suo padre Leonardo e sua madre Annunciata. Il Nardo e la Ciàda, i miei nonni. La Gina assomiglia molto alla Ciàda però ha gli occhi azzurri come quelli di mio padre. Il mio sguardo si perde dietro al suo, in ricordi belli di neve e freddo. So che mio padre ha approvato questo viaggio ed ora è qui con noi.
Anch’io penso che è un Natale speciale e sono felicissima d’aver lottato per arrivare fino qui.

Ho fissato in questo libretto delle sensazioni. Qualche argentino sorriderà delle piccolezze che ho scritto per un paese così grande.
Come nel 1982, il percorso è stato identico. Ci siamo mossi solo nel raggio di pochi KM. E se pensate che sono tremilasettecento i chilometri che separano Campo Duran all’estemo Nord del paese, da Ushuaia all’estremo Sud, potete ben dire che non abbiamo visto nulla. Ma vi sbagliate di grosso perché abbiamo visitato la vita delle persone che ci hanno così splendidamente accolto e festeggiato e vi assicuro che il paesaggio è altrettanto meraviglioso e ricco di Peninsula Valdez, Ghiacciaio Moreno, Patagonia, Terra del Fuoco e cascate dell’Iguazù, senza contare i fiumi”color leone”e la fauna selvaggia e la meravigliosa flora. A perdita d’occhio ci siamo lasciati trasportare dalle emozioni e ringrazio il Dio degli Indiani Guaranì per avermi donato la possibilità di questa esperienza con Gio, Marta, Cecilia e Federico.

Hasta luego, Argentina.!