2015 Una preziosa nullità
All’incrocio di tre strade, proprio accanto ad un semaforo, sotto un cavalcavia, a qualunque ora del giorno e della notte, in una qualsiasi città del mondo.
Puoi incontrare quest’uomo.
In molti ne parlano, è un clochard molto particolare, sta lì dentro la sua scatola di cartone e ne esce soltanto per vendere acqua di mare e donare manciate di vento.
L’acqua del mare la vende in secchielli di plastica, ma devi andare tu, con il tuo secchiello, uno come quello che usavi da bambino sulla spiaggia, o che usano oggi i tuoi figli o nipoti.
Lui gira dietro la sua scatola e dal rubinetto della sua anima fa sgorgare l’acqua di mare che profuma di pesce e salsedine. “Dieci centesimi”, ecco “solo dieci centesimi”. Se desideri anche una manciata di vento, porta un sacchettino di quelli tipo da freezer, lui ci soffierà dentro e potrai scegliere fra un vento di Mistrale o di Scirocco, se preferisci, anche di Bora. Il vento te lo porti via gratis nel sacchetto chiuso da un elastichino. .
Questo clochard ha un proprio ideale: ama gli altri ed è convinto di poterli aiutare con questa sua attività, apparentemente inutile e non produttiva: offre queste cose vitali di cui lui stesso si nutre, le offre perché è convinto del loro potere.
In certe ore del giorno si può notare una lunga coda di gente che va da lui. Il tempo di un semaforo rosso e ti ha già offerto i suoi doni.
Sta a te ora, non rovesciare il secchiello e non bucare il sacchetto di vento finché senti dentro il tuo cuore la necessità di farlo.
Un grande industriale ha saputo del clochard e subito gli ha fatto rabbia pensare a questo strano tipo che vive d’aria mentre lui è sempre indaffarato ed agitato, il computer che scalpita, il telefono indiavolato, i conti, i bilanci, le offerte, i dipendenti, il consiglio d’amministrazione, la lezione d’inglese, l’amante.
Oggi, il grande industriale s’è voluto togliere lo sfizio di recarsi al famoso incrocio. E ’stata una giovane insegnante a raccontargli di aver avuto la fortuna di riempire il proprio secchiello con acqua di mare e di avere avuto in regalo una manciata di vento. A scuola, con i suoi ragazzi, aveva guardato bene dentro il secchiello e liberato fra i banchi il vento. E così s’era messa a raccontare ai bambini storie e storie di quando anche lei era piccola e tutti applaudivano e ridevano ed ognuno era ritornato alla propria casa ed aveva convinto i genitori ad andare là da quel signore che vendeva acqua di mare, anche loro, ciascuno con il proprio secchiello. Dai secchielli uscivano storie, le famiglie se le raccontavano, dicevano del tempo passato, ma facevano anche progetti; ciascuno dentro il proprio secchiello sembrava aver trovato qualcosa che pareva irrimediabilmente perduto: l’acqua di mare ed il vento intrecciavano fili capaci di tessere tappeti e stole e sciarpe e bellissimi variopinti tessuti che narravano della vita sulla Terra in tutte le sue forme e razze e specie e culture e religioni.
Il grande industriale s’era recato dal signore che vendeva acqua di mare, alla mattina presto. S’era travestito da povero per non farsi riconoscere da chi avrebbe potuto pensare:” ma guarda, anche lui, ricco sfondato com’è”.
Il signor industriale, il secchiello l’aveva cercato in soffitta ed in effetti aveva trovato un baule di ricordi, fotografie, pagine di libri, giocattoli. S’era perduto via una mattina a fantasticare ricordando il proprio passato, il cuore gli si era allargato, aveva telefonato in ditta che non lo disturbassero, che sarebbe rientrato l’indomani.
Paletta e rastrello ma il secchiello, quello non lo aveva trovato.
Allora, mentre i figli erano a scuola e la moglie era certo impegnata in uno dei suoi passatempi, sì, quella era la mattina della palestra, si era intrufolato nella camera dei ragazzi guardando qua e là in cerca di un secchiello. Alle pareti erano appesi manifesti di cantanti e calciatori, in terra stavano dei libri e dei fumetti.” Ma come, i miei figli non giocano più con i lego?”, s’era chiesto.
Ecco il secchiello, rosso con il manico giallo, abbandonato in un angolo come cestino della carta.
Fu il suo turno al nuovo semaforo rosso. Fino all’orlo lo volle riempito il suo secchiello e di vento ne volle due sacchetti.
Quella sera tornò presto, non era atteso per cena. Trovò i figli davanti alla televisione e la moglie in cucina: “venite a vedere” - disse ai ragazzi stupiti di averlo a casa fuori orario.
Dal secchiello saliva un leggero profumo di mare. Nello stesso tempo liberò il vento.
“Vento, vento, portami via con te, raggiungeremo insieme il firmamento, vento, vento…”
La moglie sembrò interessata. Quindi avrebbero fatto una vacanza insieme. E la scuola? E il lavoro? E la palestra?
Trascorsero la serata a parlare di tutto e di niente, di acqua e di fuoco, di mare e di vento.
Andarono in vacanza e furono due settimane bellissime.
Al ritorno dalla vacanza, l’industriale convertì la sua fabbrica che imbottigliava vini d.o.c. in una fabbrica che imbottigliava acqua di mare. La confezione di cartone, progettata dallo stesso industriale era una scatoletta rettangolare da quindici centimetri per venticinque di altezza e conteneva un secchiello trasparente con coperchio già riempito di “Clochard’s seawater” con annesso sacchetto gonfiato di vento.
Arrivavano alla fabbrica autobotti dai mari di tutto il mondo ed alle fragranze dei venti si aggiunse anche la Tramontana. Ma la cosa non funzionò. Si rese conto che il suo progetto era una brutta copia dell’originale e che l’acqua di mare ed il vento del clochard all’angolo, sotto il semaforo, non potevano essere riprodotti con lo stesso effetto perché scaturivano da un’anima dolce e sensibile che non si poteva clonare. Il grande industriale riconvertì di nuovo la sua fabbrica e tornò ad imbottigliare vini pregiati, ma fu sempre grato al venditore di mare e di vento per avergli allargato la mente ed il cuore: ora si sentiva finalmente un uomo realizzato.

SEZIONE POESIA A TEMA LIBERO
E’ di vetro soffiato
la luna che illumina
il mio libro aperto
alla pagina sette.
Sul balcone di pietra
con bacche rosso corallo
sfida l’agrifoglio
il grigio dell’ inverno.
Nevicherà
almeno per tutto febbraio
ed a Pasqua si gelerà.
Le gemme abortiranno
ed i fiori, i fiori
quando mai sbocceranno?\
Il fuoco danza nella stufa
in un piacevole silenzio
di mute parole di carta.
Il mio bambino ha la febbre
e la testa gli gira:
dal divano vede due lune
soffiate dal vento di due primavere.
Siedo accanto al mio bambino
che è un fiore colorato
sbocciato in ogni stagione,
che è un astro soffiato
da un vento di tenerezza
ed illumina il mio libro
aperto alla pagina dieci.