2017 Magici nonni
Il nonno s'era messo a letto già da una settimana, diceva continuamente che voleva "assentarsi", che gli portassero da mangiare e lo lasciassero in pace. Trascorreva il suo tempo facendo bolle di sapone che si distribuivano nella stanza seguite dal suo sguardo sognante: ogni bolla corrispondeva ad un suo ricordo che per qualche minuto resisteva alla realtà e poi si dileguava in un confuso passato di molti e molti anni. La camera da letto dei nonni pareva proprio essere stata creata per fantasticare: il bel soffitto affrescato con fantasiose figure di cavalli, cavalieri, uccelli e fiori era uno spunto continuo per storie d'ogni genere. Stando sdraiati nel lettone i nonni potevano ammirare quell'incredibile cielo dipinto e navigare con la mente in spazi mai visti. Anche Asia, la nipotina di quasi cinque anni, aveva provato molte volte quella sensazione quando era rimasta a dormire dai nonni ed ora era un poco gelosa perché il nonno se ne stava tutto solo a crearsi le sue storie senza condividerle con lei; dalla cucina lo sentivano parlare da solo, ricordava, diceva cose d'un tempo andato, la sua mamma, il suo papà, suo fratello Claudio, la sorella Giuse.
"Il nonno è diventato matto" diceva la nonna alla figlia che a sua volta lo ripeteva alla nipote.
Inoltre, l'acqua e sapone dentro il vasetto ad un certo punto terminava ed il nonno esigeva subito un altro barattolino di bolle e guai se non si era svelti a farglielo avere. Le donne si chiedevano che senso avesse questa cosa delle bolle. Probabilmente così il nonno ridiventava bambino e riviveva certi bei momenti della propria vita, si divertiva a ricrearli e rideva tra sé e sé.
Asia era però sempre più arrabbiata con lui. "Ma perché il nonno sta solo a raccontarsì le storie, non può venire in cucina e farle sentire anche a noi? E poi a me le bolle di sapone piacciono così tanto, mi ricordo quel giorno che nonno aveva inventato il gioco delle bolle con il ventilatore acceso; le bolle sembravano impazzite e volteggiavano nell'aria come nuvole durante un uragano che poi esplodevano in una pioggia... di risate. "Nonno, nonno, ma cosa ti è preso? Non vuoi più la mia compagnia?". "Ho bisogno di stare solo", rispondeva il nonno," devo fare il punto della situazione." La bambina non capiva a quale situazione egli si riferisse, fatto sta che era molto dispiaciuta essendogli molto affezionata.
Per la verità anche la nonna era un poco preoccupata. Queste bolle! Belle sì, romantiche, sognanti, delicate, tenere, magnifiche, però il nonno non era un bambino!
Un giorno la nonna ebbe un'idea: avrebbe fatto i casoncelli così come li preparava una zia del nonno, la Gina, santa donna che lei aveva conosciuto quando s'erano sposati. E per fare i casoncelli come dio comanda ci vorrà il nonno con le sue bolle di sapone ad evocare la ricetta e l'atmosfera di quei tempi là.
Quando lo disse ad Asia, i suoi cari occhi allungati s'illuminarono e le sue belle mani, dalle dita affusolate, sembravano già pronte per far... suonare la pasta.
"Nonna, potrò usare la mia rotella per la pasta ed il mio matterello!" esclamò la bambina.
"Vieni, andiamo dal nonno a dirglielo".
"Nonno Gio" annunciò la nonna, "abbiamo deciso di fare i casoncelli come li faceva la Gina, oh caro vecchio brontolone dovrai aiutarci! O vuoi startene lì solo fino alla fine dei tuoi giorni a giocare con le tue bolle?"
Il nonno aveva appena soffiato almeno una ventina di bolle di varie dimensioni che ora stavano volteggiando nell'aria della stanza. La nonna capì che avrebbe partecipato all'evento quando lo vide formare un'enorme bolla che s'ingrossava sempre più e che poi volò fino al soffitto fra il cavaliere bianco e quello nero.
Il nonno già cominciava a raccontare quando la nonna lo fermò.
"Devi venire di là in cucina mentre noi impastiamo sul tavolo. Ti metterai sulla tua poltrona preferita e ci racconterai come faceva i casoncelli la Gina."
Nella bella cucina provenzale, il tavolone di legno era già in attesa, anzi pareva che sorridesse perché il piano risplendeva in una maniera diversa dal solito. Anche la poltrona bergère del nonno era in attesa e pareva muoversi. Forse ballava? In effetti si sentiva come una musichetta.
Il nonno si sedette e subito cominciò a soffiare una meravigliosa bolla di sapone che s'ingrandì, s'ingrandì fino a staccarsi per poi andarsi a posare su un asciuga piatti che era appoggiato al piano della cucina e li se ne stette dondolandosi mentre i suoi iridescenti colori parevano avere la tremarella.
Il nonno cominciò il suo racconto: "La pasta e la realizzazione dei ravioli freschi va fatta da mani esperte...ehm...ehm... in buona compagnia. Per la cottura sono bravi tutti, così anche per portarli in tavola. Per mangiarli serve una buona compagnia. Il ripieno... quello va preparato in anticipo."
"Il ripieno?" disse la nonna "già pronto, è in frigorifero."
"Ah...cominciamo con il piede sbagliato" brontolò il nonno "di sicuro l'avrai fatto a modo tuo ...comunque... vediamo un po'di fare almeno la pasta come si deve...per prima cosa vi serve la farina ...lavatevi bene le mani ed ora fate con la bianca farina un bel vulcano con un cratere in mezzo".
Così sul bel tavolo si stagliò in un attimo un bel Vesuvio. E lì il nonno parlò dei vulcani, dei crateri che eruttavano lava, di Pompei ...descrisse Napoli e poi anche la Sicilia e parlò dell'Etna, che lui c'era stato tanto tempo fa e fino in alto era arrivato e gli bruciavano i piedi...Quante cose conosceva il nonno. Asia era felice lì con la nonna che le avrebbe insegnato a fare la pasta ed il nonno che dirigeva le loro mani come un direttore d'orchestra.
Poi il nonno continuò: "Per ogni kg di farina, 5 uova, sale quanto basta ed acqua tiepida quanto basta."
E cominciarono ad impastare dopo aver aggiunto tutti gli ingredienti così come aveva detto il nonno. Le mani della nonna e della nipote agivano insieme. La nonna mostrava ad Asia i movimenti giusti, quelli che avrebbero trasformato la farina in una bella palla di pasta...mani esperte!
Il nonno approvava. "Ancora, ancora, la pasta deve risultare bella morbida. Magnifica! Rotonda, liscia, come una vera palla.".
"Come la tua testa, nonno!" Gridò Asia, felice. "Haaahh!"
Ed il nonno rise con lei che sprizzava gocce di felicità sulle piccole mattonelle gialle della cucina.
"Ora ci vuole la macchina, la macchina della pasta!" esclamò il nonno osservando la bella bolla rotonda che resisteva sull'asciugamano e... magia delle magie, in un istante, si materializzò una bella impastatrice in acciaio lucido che Asia non aveva mai visto. La nonna, come se niente fosse e per niente stupita, agganciò con un morsetto la macchina al tavolo poi inserì una manovella in un foro laterale. Quindi fece diventare la palla di pasta un rotolo abbastanza lunghetto e poi lo tagliò in cinque bei pezzettoni, così le diceva di fare il nonno... (come se lei non lo sapesse...ma lasciamolo dire...è bello che partecipi...pensava tra sé la nonna).
Si comincia! La nonna è proprio magica. Asia gira la manovella e la pasta si allunga, si allunga, La nonna fa clack e la pasta si allunga, si allunga. Nonna, ma quanto è lunga!. Cinque lunghe strisce di sottile pasta messe a cavallo di uno stendi pasta che il nonno aveva creato lì al momento, uscito anch'esso dalla sua bolla...ad asciugare sullo stenditoio come sciarpe profumate d'acqua e farina.
"E adesso?" Chiese Asia impaziente.
"Adesso, adesso, si tratta di esaminare il ripieno" aggiunse subito il nonno "... carne di manzo magra macinata fine, cotechini di maiale freschi, prosciutto cotto macinato fine, uova, formaggio di grana, pan grattato, prezzemolo finemente tritato, scorza di limone grattata fine, noce moscata, spezie miste tipo "arrosto", ma poche spezie perché si deve sentire di più la scorza di limone e per quanto riguarda carne, cotechini, prosciutto, tutto in parti uguali."
"Perfetto", disse la nonna togliendo dal frigor un bell'impasto dentro una bacinella di vetro. Asia la seguì con gli occhi pensando che la sua nonna fosse proprio una fata! Ed il nonno un vero mago!
La nonna guardò fisso il nonno: "Ecco il mio ripieno ed ora ti elenco i miei ingredienti: mezzo chilo di... "ALLEGRIA", tre cucchiai di... "SORRISI", due ettogrammi di... "CORAGGIO", un cucchiaio ben colmo di... "SPERANZA" ... ed intanto Asia chiede che cos'è il coraggio. "Il coraggio" dice la nonna "è quando si affrontano dei momenti difficili senza pensarci troppo ed avendo fiducia in se stessi." "Come quando si va a fare una vaccinazione?" dice Asia "È solo una punturina".
"Sì", dice la nonna, "è solo una punturina."
"Ho poi aggiunto due cucchiai di ...PAZIENZA, tre cucchiai di...FIDUCIA, due belle manciate... d'AMORE, altre due belle manciate d'AMICIZIA e, per legare il tutto, mezzo barattolo di... PACE. "Magnifico!" disse la nonna, molto soddisfatta, guardando il nonno di sottecchi.
Il ripieno emanava un dolce profumo di serenità.
Il nonno era sorpreso e pensieroso ma si capiva che era anche molto felice.
Ora si trattava di tagliare la pasta in tanti bei tondi e poi di riempirli ciascuno con un bel cucchiaino di ripieno.
"La Gina lo faceva con un bicchiere. I ritagli tienili pure tu Asia, li puoi usare come Didò con i tuoi stampini", le disse il nonno.
"Posso usare anche la mia rotella per la pasta ed il matterello che oggi non mi sono mai serviti!" E voleva già cominciare a giocare con i ritagli di pasta e già aveva fatto una rullata e pasticciato un po'con la rotella, che accadde qualcosa d'incredibile: il nonno si alzò dalla sua poltrona e, come un grande capo dei maghi, sentenziò che stava a lui formare il primo casoncello e così dicendo mise un cicinin di ripieno e formò una bella gallinella. "Evviva!" esclamò Asia che aveva lasciato il suo gioco per cominciare a mettere un poco di ripieno in ogni tondo di pasta.
Nonno alla fine collaborò con nonna e nipote ed in quattro e quattro otto fecero una gran quantità di gallinelle che cominciarono a svolazzare per la cucina mentre i nonni ed Asia ridevano, ridevano...
Poi una gallinella si posò sulla bolla di sapone facendola scoppiare, ma non era importante, il nonno ne avrebbe fatte tante e tante altre insieme alla sua nipotina, incantandola con mille nuove storie.
Nonna e nipotina erano soddisfatte. Assaggiarono una gallinella cruda, buona! E cotta nell'acqua salata e bollente lo sarà ancora di più... quei casoncelli ripieni di umanità, mangiati insieme a tutta la famiglia, risulteranno una vera bontà.
La ricetta fu stampata su un foglio ed appesa alla parete della cucina insieme ad una foto scattata al momento con una Polaroid dove si vedevano nonna e nonno con in mezzo una bella gallinella di nome Asia.
Ed io mi chiedo ancora oggi: "Chi ha scattato quella foto!?"
Di sicuro un diavoletto uscito lì per lì...da una bolla di sapone!
