2024 Immaginiamoci la felicità
Il papà era partito l’ottobre scorso; già un anno! Da allora la bambina aveva sempre dormito nel lettone. Quella sera, dopo aver ascoltato la storia che la mamma era solita raccontarle, l’ormai ragazzina che avrebbe compiuto undici anni proprio l’indomani, si girò dall’altra parte e l’abat-jour fu spenta.
D’un tratto, dopo ch’era trascorsa ormai una mezz’oretta, Anna, questo era il suo nome, se ne uscì nel buio chiedendo:
- Mamma, le Fate esistono?
- Cos’è questa domanda a bruciapelo? Pensavo fossi già addormentata – si meravigliò la mamma, pure lei ancora sveglia.
- Rispondimi dai, le Fate esistono?
- Certamente! Anche se io non ne ho mai incontrata una in carne ed ossa, mi confermano la loro esistenza i molti racconti nei quali sono protagoniste fin dai tempi antichi, dai miti greci alle leggende dei popoli del nord; le ho viste poi in quegli affascinanti dipinti inglesi dell’età vittoriana, donne meravigliose dalla folta rossa chioma e dagli occhi verdi, spiriti alati provenienti da un altro mondo, ma che qualcuno ha probabilmente incontrato nel corso della propria vita. Io ci spero ancora anche se so che le Fate fanno parte del Popolo Nascosto degli Gnomi e degli Elfi.
Anna riaccese la lampada e si voltò verso la madre - anch’ io credo esistano e che si facciano vedere solo in casi eccezionali; ti ho fatto la domanda perché m’invento sempre dei desideri che vorrei fossero esauditi all’istante con una bacchetta magica, ma forse pretendo troppo, no, non sono soltanto fantasie per far sognare i bambini, le Fate esistono per dare speranza ai nostri desideri. Anch’io vorrei incontrarne una; quando vado a scout nei boschi ci penso, magari, ecco, da dietro quel vecchio faggio mi apparirà una Fata vestita con un lungo abito di raso bordato di pizzo, con il cappello a cono calcato sopra i capelli cresciuti fino in fondo alla schiena e con in mano la famosa bacchetta ... quanto avrei da chiederle, un desiderio in particolare avrei.
La mamma riprese:
-quando avevo la tua età mi piaceva la Fata di Cenerentola, ero sicura che un giorno o l’altro l’avrei conosciuta e mi avrebbe fatto salire sulla sua carrozza, non per andare ad un ballo, le feste non mi hanno mai interessato, tanto meno i Principi Azzurri, una carrozza per viaggiare intorno al mondo, scoprire nuovi paesi e genti; l’ho invocata tante volte la fata Smemorina, ma di me si sarà dimenticata. La Fata Turchina di Pinocchio invece, mi delude ogni volta, di tutti i personaggi della storia è quella che mi piace meno. Quanto alla Bella Addormentata, oggi mi dico, ecco la Fata che darà una sveglia a tutte le donne, non fatevi mettere i piedi in testa che non siete da meno dei maschi... no, no, sto facendo confusione, erano tre le Fate ed ognuna portava un dono, è il principe che sveglia la ragazza...va be... pazienza...non ricordo bene.
Anna non ascoltava più, pensava ad altro mentre fissava il soffitto della stanza; quindi prese nelle sue mani una mano della mamma e domandò:
-Mamma, il papà tornerà? Lo penso sempre.
-Non stavamo parlando di Fate? Sei già tornata nel mondo dei terrestri... il papà ritornerà presto, vedrai, ma chi avrebbe mai pensato che sarebbe stato richiamato in servizio per fare il soldato in una vera guerra. Non ci rendiamo conto quando guardiamo il telegiornale, ci sembrano eventi lontani, che non ci potranno mai coinvolgere. Invece.
Anna si mise improvvisamente in ginocchio sul letto e sbottò quasi gridando:
-Fata, Fata della Pace, con la tua bacchetta magica fai sparire tutte le armi e le bombe ed i missili e tutte le guerre brutte e malvage. Fai ritornare sani e salvi tutti i papà.
-Figlia mia, gli esseri umani hanno un bisogno estremo di fantasticare, allevia la loro sofferenza nel vivere, li rende contenti; hai ragione quando dici che le Fate portano la fiducia e la distribuiscono agli umani, mi piace questa tua idea. Ma per la pace nel mondo penso che le Fate buone alle quali noi pensiamo, siano inutili, in questo caso sono i potenti della terra che fanno il bello ed il cattivo tempo. Però sì, noi pensiamo ad una Fata tutta vestita di azzurro, il colore del cielo e del mare, immaginiamola volare e dispensare buone stelline di magia là dove servono.
Il cellulare sul comodino stava squillando:
-Una video chiamata di papà!
-Ciao papà, come stai?
- Ciao tesori miei, ora sono alla Base Militare, oggi è stata una dura giornata, ma ora sono felice perché vi vedo e posso parlarvi”
-Stavamo parlando di Fate- disse Anna.
-Allora stavate parlando di voi, dolce bambina, - disse il papà - sai bene che quando sei nata mi sei apparsa come una Fata che veniva ad illuminare le nostre vite. Tu per me lo sei, magica, e la tua mamma prima di tutto perché ti ha portato al mondo. Ora qui vedo molti bambini soli e abbandonati a sé stessi, ma l’altro giorno un’immagine mi ha dato speranza, ho proprio visto in strada due bambine inventarsi una storia dove due Fate con un colpo di bacchetta facevano ricomparire la loro casa distrutta da un bombardamento; s’erano vestite con delle lenzuola ed in testa portavano un cappello di cartone a cono mentre agitavano un mezzo manico di scopa come fosse una bacchetta magica “macerie di qui, macerie di là, ma la nostra casa, intatta, ricomparirà”. Potrei chiedere loro se mi fanno la magia di tele trasportarmi lì con voi, almeno domani per festeggiare il tuo compleanno.
Emozionata, Anna riprese:
-Sarebbe fantastico papà, è il desiderio al quale penso giorno e notte. Dobbiamo crederci nelle Fate, hanno poteri incredibili, l’ho letto anche nei libri, le Fate tessono il filo della vita e se si arrabbiano per il comportamento sbagliato dell’umanità, sono capaci di aggrovigliare il filo diventando streghe creando così casini pazzeschi, ma sanno anche allungarlo e tesserlo il filo se gli umani si comportano bene. Le Fate, se vogliono, possono aggiustare il mondo.
-Che bei pensieri – disse il papà - penso che nonostante tutto trascorrerò una notte serena; donne mie, vi richiamo domani sera, preparate la torta e vi farò sapere se sono riuscito a ritrovare le Fatine che giocavano nella polvere. Vi abbraccio e sognate, sognate e fantasticate, c’è bisogno di un altro mondo, immaginiamoci intensamente la felicità.
-Ciao papà, le tue Fate ti aspettano - concluse Anna - ti strabacio e ti abbraccio. Ti saluta anche la mamma, sai come fa...è andata in bagno...a piangere...a domani, papà.
