2019 Che tempo farà?

C’era una volta una donna sulla sessantina che gestiva una botteghina in cui non si vendeva nulla delle cose che normalmente si vendono nelle botteghe. Il nome di questa donna era Sofia e viveva, con due cani, un gatto e tre tartarughe di terra, in una bella casa di campagna situata in un paese chiamato Noncèmai, a seicento kilometri dal mar Checisarà.

Quindi volete sapere cosa vendesse la signora nella sua botteguccia al piano terra della bella casa di campagna? Ebbene, la nostra signora vendeva tempo. Sì, avete capito bene, vendeva tempo. Chiaramente il tempo non lo vendeva né a chili, né a litri, né a metri. Il tempo lo vendeva soprattutto a secondi, minuti, ore. Volendo anche a settimane, mesi, anni, ma non avrebbe potuto allargarsi troppo, il negozio in sé non era molto spazioso perché la maggior parte della casa era occupata da cose che Sofia aveva recuperato da persone che le avevano abbandonate per mancanza di tempo e cioè libri, strumenti musicali, giochi d’ogni tipo, colori d’ogni sorta, quintali di risme di carta bianca, progetti, viaggi, vacanze e persino sogni di cui era strapieno il sottotetto.

” Dammi un secondo, dammi un minuto, dammi un’ora…” questo trovavi scritto davanti sul biglietto da visita. E sul retro: “chi ha tempo non aspetti tempo, by Sofia”.

Donna Sofia apriva la sua bottega solo il pomeriggio; la mattina la trascorreva in parte a pensare ed in parte a cucire insieme ritagli di tempo per farne una grande coperta che, secondo i suoi piani, avrebbe dovuto coprire, senza asfissiarlo, l’intero pianeta Terra così che dalla Luna si sarebbe vista la muraglia cinese spuntare dalla sua impresa patchwork. Lei ne era convintissima: la cosa della quale gli umani erano più sprovvisti era il tempo.

E come si divertiva donna Sofia dietro il banco: il pomeriggio, quando apriva, s’era già formata una coda di bambini impazienti ed ognuno di loro aveva una richiesta tutta speciale. C’erano bambini che chiedevano ore di tempo per stare con i loro animali preferiti e qui Sofia non lesinava perché anche lei amava gli animali forse più degli umani. Altri bambini volevano del tempo in più per giocare ai video giochi e Sofia, in questo caso, era un po' titubante a vendere del tempo per un tale motivo, ma siccome era una persona buona, alla fine cedeva e magari un’oretta gliela vendeva. Capitava che certi bambini chiedessero del tempo per stare o con mamma o con papà che abitavano in due case diverse e qui Sofia faceva degli sconti anche del cinquanta per cento sul prezzo perché capiva che quei bambini anche se piccoli, non avevano dei problemi piccoli. C’era qualche bambino della specie mosca bianca che chiedeva del tempo per leggere un libro: allora lei domandava quale libro e stavano lì a discutere sul perché ed il percome, se le figure fossero belle anche in bianco e nero e se il libro, il bimbo lettore l’avrebbe preso in prestito in biblioteca o se lo sarebbe fatto acquistare su Amazon dal fratello maggiore che con la carta di credito della mamma comprava sempre un sacco di stupidaggini, ma anche scarpe e vestiti.

Sta di fatto che la maggioranza della clientela di Sofia era formata da fanciulle e fanciulli. Non che questo le dispiacesse; è che con gli adulti aveva il coraggio di sparare anche delle belle cifre per un’ora di tempo: in effetti le sue tariffe erano differenziate a seconda che fosse un marito che voleva acquistarne per stare con la badante russa della suocera, oppure una signora che voleva due orette per farsi disegnare dall’estetista delle sopracciglia eterne, o il ragazzo che desiderava un Bob Marley tatuato sul petto, oppure una donna che avrebbe voluto fare del volontariato…

ma i bambini, cosa volete mai che chiedesse a dei bambini! I bambini avevano da darle in cambio delle caramelle, dei baci sulla guancia, qualche figurina dei calciatori o di Rapunzel o qualche monetina recuperata dal salvadanaio che tenevano sulla scrivania con le mancette dei nonni. Donna Sofia non aveva rendite, inoltre per la sua attività, sosteneva certe spese fisse, soprattutto le costava cara l’elettricità per illuminare un certo tempo specialissimo detto tempo delle mele o delle fragole; poi c’era il riscaldamento, d’inverno, perché non poteva vendere del tempo freddo a delle persone che già gelavano di loro in certi ospedali o cronicari o anche orfanotrofi. In particolare, per certi bambini abbandonati, lei offriva del tempo ad una certa temperatura che comprendeva anche piumone di vero piumino d’oca con incorporata fiaba della buona notte.

Che servizio sociale aveva messo in piedi nonna Sofia! I suoi nipoti l’adoravano perché per loro aveva quasi sempre tempo ed anche per i suoi animali il tempo c’era sempre, soprattutto per i cani, così affettuosi; per il gatto un po’ meno, lui era indipendente, se lei aveva tempo bene, altrimenti amici come prima. Le tartarughe poi non stavano a preoccuparsi, esse erano l’elogio della lentezza e si sa che tempo e lentezza sono un binomio extra; lo sanno tutti che presto e bene non vanno insieme.

Un giorno giunse alla bottega della nostra sessantenne venditrice di tempo un signore lungo e stretto che parcheggiò la sua bicicletta contro il muro vicino alla vetrina. Entrò baldanzoso e dopo un largo sorriso ed un buongiorno in una lingua incomprensibile, fece capire a Sofia di venire da molto lontano e d’essere in procinto di terminare il giro del mondo in bici: gli serviva altro tempo perché non gli erano bastati gli ottanta giorni scommessi con i suoi amici. Sofia riconobbe il personaggio uscito da un libro letto nella sua infanzia e fu contenta di offrirgli gratis ancora una settimana di tempo per terminare il suo viaggio. “Perché invece della bicicletta, non fa l’ultimo tragitto in mongolfiera” gli propose Sofia stringendogli la mano con risolutezza. Il tipo le sorrise e, inforcata la bicicletta, dopo un minuto s’era già involato scomparendo alla fine del viale. (Che Sofia avesse anche una Mongolfiera relegata in qualche stanza?)

 

Sofia svolse la sua attività per molti anni ed ora stava pensando di lasciare il negozio ad uno dei suoi nipoti perché lei stessa voleva prendersi il tempo di partire per la Provenza, terra intensamente sognata.

Si fecero avanti Giovanni e Nicola: accettarono di prendere il posto della loro nonna ed anche se ora il tempo lo distribuivano via internet, i clienti erano sempre più numerosi e quasi gli adulti, soprattutto anziani, superavano per numero i bambini e questo era davvero un peccato… che i bambini non trovassero più tempo per giocare e fantasticare era davvero un peccato.

D’altronde i tempi cambiano ed anche il tempo cambia, ieri c’era il sole ed oggi è nuvoloso. E domani che tempo farà?