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Lei scriveva poesie
ma non era convinta
d’essere un poeta.
Le piaceva, ecco tutto,
come le piaceva il cioccolato
quello nero fondente,
così, come le piaceva 
dipingere, scrivere
ed in quei giorni là,
di malessere 
per incomprensioni varie,
lavoro, figli, 
ecco, in quei giorni là
all’apparenza disperati, 
scrisse: 
sogna tu, per favore,
il mio sogno
che io sognerò il suo
e lui sognerà i nostri.
Il tempo passava,
lei aveva paura
che non sarebbero stati
mai più 
felici come prima.
Così vivevano in quei giorni,
muti e distanti,
ognuno sognando 
il sogno dell’altro.