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Lui la sposò perché aveva un bel fisico
e gli occhi azzurri. Inoltre, quando parlava
pareva una gattina che faceva le fusa.
Di figli, lei, non ne avrebbe voluto,
ma lui insistette e nacque un bambinello
che lui non allattò soltanto 
perché non aveva le tette,
altrimenti con il suo latte lo avrebbe nutrito
oltre a tutto il resto,
dato che lei aveva altro da fare.

Ad un certo punto della vita
decisero di separarsi,
anzi fu lui ad andarsene, stanco,
insoddisfatto, triste, le valige in mano.
Il ragazzino avrebbe compiuto
dodici anni a dicembre.
La casa rimase a lei,
lui aveva abbandonato
il tetto coniugale disse l’avvocato,
casa comprata con l’aiuto 
dei genitori di lui che ovviamente 
soffrirono nel fisico e nella mente.
Quanto al ragazzino,
non si poteva dividerlo a metà,
quindi se ne fece carico lui 
che nel frattempo
aveva conosciuto un'altra donna
e non so se per amore di lei
o per amore del figlio,
si misero insieme
e parevano il giorno e la notte.
Il figlio crebbe 
studiato, lavato e stirato.
Lui, il padre, si ammalò di cancro
e morì a poco più cinquant'anni.
Al funerale moltissime persone,
gli amici veri piansero.
Ci furono storie di eredità.
La compagna, già sei mesi dopo
s’era rifatta una vita,
e non possiamo sapere
se il compagno ormai deceduto, 
l’avesse davvero amato
o fosse stata solo una questione
d’allevare insieme i figli
perché anche lei
ne aveva di adolescenti
da una precedente unione.
Una storia come tante
E non si sa cosa aggiungere.