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Lui aveva studiato ed era di buona famiglia. 
Un bravo ragazzo, innamorato di una lei
studentessa pure, brava e di buona famiglia.
Da qualche anno, una coppia.
” Non volermene, ma sento 
che la nostra relazione non ha futuro”,
le disse lei in un giorno di maggio.
Ma le rose, le rose,
osserva quante rose stanno sbocciando,
senti che profumo. E che spine.
Disperato, cercò di capire, di farla ragionare,
ma cosa c’era da capire o da ragionare,
le rose fioriscono, ma il profumo non dura,
l’amore si accende, l’amore si spegne,
da persone civili si soffre, ci si lascia,
nel buco del cuore si ripianterà altro fiore.
Sberle pugni coltelli ed anche pistole,
annientarla, meditava di annientarla
e la notte pensava al mezzo per farlo.
Qualche schiaffo ben assestato
sarebbe bastato?
In un ultimo incontro lei ribadì,
sfrontata, 
e lui la colpì all’improvviso,
accanendosi furioso sulla sua ex ragazza. 
con venti coltellate mentre erano in auto.
E scaricò il corpo dentro un lago, 
per poi girovagare senza meta,
il lume della ragione perduto,
l’amore, dimenticato.
Lo cercarono, lo trovarono,
confessò e fu processato.
Un femminicidio come tanti.