Wislawa Szymborska
scriveva poesie
seduta al suo tavolo di legno.
Si dedicava
appassionata ed intelligente.
Non aveva
contatti di lavoro materiale
aveva contatti di cervello
niente contatti elettrici
né ferrosi, né idraulici
e non aveva dipendenti
né soci in affari.
Lei molto ignorava
della vita banale
d’una donna qualsiasi
che è molte cose insieme.
Lei dalla sua sedia di legno
poteva immaginare e giudicare
infine
tirare delle conclusioni
universalizzare.
Essere appunto poeta
lei poteva assai
prima di tutto il resto
che io effettivamente sono.

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