La galleria si farà
sotto la montagna
in lunghezza si scaverà
come per trovare
un’essenza di verità.
Prima di decidere
che “la galleria si farà”,
si sono strette le mani,
“piacere, il piacere
è tutto mio e tuo e suo”,
dicevano, no, no
noi non siamo il Sud
noi in un anno, anzi due
anzi tre, quattro,
vedremo, dipende,
magari cinque al massimo,
sei sette otto... nove...mbre
accidenti, dal dire al fare
c’è proprio di mezzo il mare,
ma qui passa un fiume,
sempre acqua, comunque tanta,
quanta acqua sotto i ponti
quanti soldi sopra i conti
e dentro le gallerie...
ma perché va così,
non è forse bello agire
per la comunità
vedere la nostra Valle risplendere...
ri-splendere, ri-vivere...
Quindi eravamo rimasti
che la galleria si farà,
attraverserà i paesi sotto terra,
così le persone presto arriveranno
alle montagne,
a sciare scalare passeggiare,
a migliaia giungeranno
e consumeranno
nelle attività commerciali
finalmente ri-fiorite,
l’hanno detto che con la galleria
tutto cambierà e la valle
acquisterà...
dunque, cosa acquisterà?
Dillo tu che a me
al momento non mi viene,
acquisterà in popolarità?
In bellezza, in autenticità?
Mah! Certamente
gli anni cinquanta e sessanta
le son stati fatali, alla Valle dico,
colate di cemento, trasporto su strada,
style liberty picconato,
poco hanno previsto quelli che allora
dovevano decidere...
Ma come! Tutte quelle persone
laureate, acculturate
raccomandate persino da dio
lo sa chi, in prima fila
a fare e disfare...
accidenti...se ci fossimo riuniti
noi gente on the road
a parlare, ad esprimerci
sotto l’unico faro che doveva essere:
“il bene della Valle,
come dare un futuro
alle nuove generazioni:
turismo e qualità della vita”:
Mah...
Dai, sapientona
cosa ti credi d’essere!
Primo, non mi credo d’esser nessuno,
faccio solo delle considerazioni,
come se tu non mi conoscessi,
sai che odio i campanili e gli ismi
e non mi dare dell’anarchica,
non è vero, io vorrei vorrei
noi vorremmo
davvero che la Valle...
la Valle, invece, ora...
la galleria, torniamo alla galleria,
i camion rossi e stellati
non faranno più tremare
le case dei paesi e porteranno
denaro avanti e indietro
senza che noi ce ne accorgiamo,
ma la gente, la gente, dico noi,
noi che siamo la gente,
facciamo un passo indietro,
una metropolitana di superficie
moderna, ma antica
dove le persone si siedono di fronte
e parlano, magari leggono un libro
sfogliano un giornale,
saettano con gli occhi,
si danno appuntamento,
si salutano, si baciano,
si mandano al diavolo,
si rincorrono, si sorridono,
...e ad ogni fermata
una voce fuori campo
che annuncia invitante
il tale percorso turistico,
la chiesa del cinquecento,
il borgo medievale, il sentiero
la piazza, il monastero,
il museo, l’ascesa al monte
la discesa in canoa
il bagno termale
la bevuta salutare
l’agriturismo, i bagni di fieno
la gara di pesca
la polenta il bitter il vin brulé
le costine, le processioni,
le bande musicali,
gli spettacoli, i concerti,
la casa di cura,
il teatro, il cinema, la discoteca
le serate di lettura
la poesia, la pittura
e...siamo aperti...
anche una casa chiusa.
In somma questo sarebbe stato
il mio ideale sogno brembano,
E la galleria?
A questo punto
visto che si è optato per la galleria
che si diano daffare,
visto che il tele trasporto
è di là da venire,
visto che di metropolitana
non si può più parlare,
ben venga l’odierna
bella pista ciclabile
dentro le vecchie gallerie del treno
e che la concludano
la ciclabile brembana
per la gioia dei ciclisti
d’ogni razza ed età.
Svegliarsi però
che chi dorme non piglia pesci
e non facciamone sempre
una questione di soldi
che se si vuole si può
ed i soldi, come si dice,
vanno e vengono, tirchioni,
siate un po’ generosi e lungimiranti,
giunto è il momento
d’agire e non di dormire.
Amen.

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